La caduta del muro di Berlino: Criminal e la Storia

La caduta del muro di Berlino: Criminal e la Storia

La caduta del muro di Berlino: evento storico, evendo mediale. La stanno celebrando tutti. La stanno documentando e raccontando. E poi al solito c’è chi ci fa un romanzo, un piccolo grande romanzo. Si tratta ancora una volta della Tv, e della serialità. Ma attenzione: non di quella serialità di cui ci riempiano fin troppo la bocca, quella dagli infiniti intrecci e personaggi, quella iperserializzata, quella sempre più roboante. No, tocca ancora una volta al crime, a un procedural per giunta. Si tratta di Criminal, la serie poliziesca di Netflix declinata su più paesi (Inghilterra, Francia, Spagna, Germania). Fa quello che le tv generaliste fanno e sapevano fare al meglio: creare un’idea forte da ripetere all’infinito, e nel variare questa idea renderla sempre più complessa e stratificata. E se anche Netflix lo ha capito, significa che quella formula è forte anzi fortissima.

Qui c’è una sala interrogatori, e a ogni episodio una storia umana diversa. Perchè l’interrogato è lì, di cosa è colpevole e di cosa non lo è, lo sapremo alla fine. Attorno a lui un gruppo di investigatori, questi sì con le loro dinamiche interne che ci vengono approfondite di puntata in puntata. Una serie serilizzata come lo fu al suo splendore ER. Bilanciata, equilibrata. Qui sta la bellezza, che poi si stratifica piano piano.

Un luogo, attori bravi, scrittori idem. E aggiungimoci grazie a Netflix la dinamica di moltiplicazione del format fin da subito per paesi differenti. A livello economico i costi sono limitati, e la resa nel tempo è pazzesca. Queste storie non invecchiano mai e le puoi godere sempre. Perché abbiamo anche imparato che troppa serializzazione ammazza la serialità.

E così poi ogni nazione ha le sue storie e la sua Storia, passata o di attualità. Nella versione inglese abbiamo visto nell’episodio tre il racconto di un camion immigrati disperso non si sapeva dove con il rischio di non riuscire a salvare in tempo quelle vite. Come successo poi nella realtà qualche settimana fa.

Francia: prima puntata dedicata al passato prossimo, l’eccido al Bataclan: c’era davvero quella sera in quel luogo d’orrore la ragazza interrogata o sta fingendo quel trauma? E perchè?

E poi appunto la versione tedesca, prima puntata: dopo anni viene ritrovato un cadavere in una casa ristrutturata nel 1991 a Berlino. Viene interrogato il proprietario di allora, oggi ricco immobiliarista, un giovane dell’Ovest che ha fatto i soldi speculando sulla caduta del muro e comprando case per nulla a quelli dell’Est. Ragazzi dell’Ovest contro ragazzi dell’Est a causa della caduta del muro di Berlino. Non svelo nulla, ma come dice uno dei protagonisti, quelli dell’Ovest avevano un vantaggio, per loro sì era stupenda la caduta del muro, quasi più che per quelli dell’Est. Loro infatti avevano i soldi e l’ideologia. Loro sapevano e potevano muoversi in un improvviso svolgorante libero mercato. E a quelli dell’Est, cosa rimaneva? Forse solo cercare una seconda possibilità fornita dal caso…

La puntata mi ha spiegato tanto della caduta del muro di Berlino che allora vidi da bambina in Tv. Perchè la Storia ha tante facce. E alcune di queste le vediamo qua e là ancora oggi, in quella sensazione di frustrazione di molti europei che certe opportunità della Storia non le hanno colte, capite, sfruttate. O magari le hanno colte, ma poi cosa è accaduto? C’entrano caso, fortuna, ideologia, soldi. E il fatto che viviamo in un mondo complesso.

Criminal è la serie poliziesca europea che raccontanta tanto il presente quando il passato dell’Europa (voglio anche la versione italiana!). Sarebbe da sponsorizzare di più, solo così possiamo capirci meglio, costruire meglio la nostra identità. Non si vive (mediaticamente) di solo Eurovision.

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