Ritratto/Intervista: Daniela Biscarini (TimVision)

Ritratto/Intervista: Daniela Biscarini (TimVision)

Pubblicata su Corriere Economia, 24 aprile 2017

 

La pazza gioia e Veloce come il vento, film Rai Cinema premiati ai David, disponibili in prima visione su TIMvision: è una delle novità cui ha lavorato Daniela Biscarini, Executive Vice President e Head of Multimedia Entertainment & Consumer Digital Services di TIM. “Rai e Tim sono due realtà importanti, e si stanno rinnovando” spiega. “A noi interessava avere un prodotto bello e “fresco” per i nostri abbonati. L’accordo siglato a febbraio per l’anteprima di 20 film non esclude un loro successivo passaggio Rai in tempi più stretti rispetto al solito. E’ un accordo win/win”. Tim si vuole sempre più intrattenimento, come dimostra anche la sua presenza a Sanremo: “Volevamo una comunicazione moderna, è stato un successo”.

Tim dunque non è solo telefonia e web, ma anche contenuti altri, dalla musica ai videogiochi fino alla Tv. “Forniamo il servizio dati con un ventaglio di passioni tra cui scegliere” spiega Biscarini. “Consentiamo l’accesso alla piattaforma anche ad altri servizi, come Netflix. Aggiungiamo però qualcosa in più, di nostro. L’offerta Tim è un puzzle da comporre. Serve flessibilità: il mercato è liquido”.

A proposito di Netflix, come si posiziona TIMvision rispetto a tale colosso mondiale? “Cerchiamo un pubblico più generalista e famigliare, differenziandoci però grazie a un target “moderno”, quello di 30-50enni. Ora vogliamo produrre, stiamo valutando dei progetti. La serialità fidelizza il pubblico, e permette anche di proporsi su un mercato internazionale”.

Classe 1971, romana, Biscarini si laurea in Economia e Commercio con una tesi sulle conseguenze ambientali dello sviluppo economico in Cina. Sceglie il marketing “perché amo vedere realizzate le cose. Cercai quattro aziende che mi piacevano ma vicino a casa” dice ridendo “e mi chiamò Johnson&Johnson”. Contribuisce a lanciare marchi come Roc e Neutrogena, e nel 1999 arriva in Tim restandoci. Qualche rimpianto per non aver lavorato in altre realtà? “E’ un’azienda che ti dà grandi soddisfazioni: incidi sui consumi di milioni di persone” continua. “Abbiamo inventato la tariffa senza scatto alla risposta, i servizi di ricarica e Tim Young, cui sono molto legata. Allora erano vere innovazioni”. Da servizio indifferenziato Tim scopre e inventa nuovi target, prodotti, consumi. Un passo che spiega l’oggi, che vede l’azienda fornire contenuti e non solo di minuti, sms, tariffe. “Conta non solo la qualità della rete ma anche la qualità del contenuto”, spiega Biscarini.

In questo mercato fluido, con nuovi player come Tim, come si configura il consumo televisivo? “La Tv lineare tradizionale rimane una costante per i grandi eventi e format in diretta. Le Tv tematiche vivono un momento di difficoltà, l’on-demand ha molte possibilità”.

Tecnologia e globalizzazione non sono fenomeni neutri: da un lato c’è il rischio di essere invasi da contenuti e reti straniere, dall’altro l’alta profilazione offerta da servizi digitali può diventare una gabbia. “Sono gli stessi italiani” precisa Biscarini “a difendere il contenuto nostrano, scegliendolo: pensiamo alla musica. Il nostro intento è perseguire questo posizionamento. Sul secondo rischio, abbiamo optato per un mix tra algoritmo e consiglio editoriale per bilanciare l’offerta”

Se nelle aziende di media la componente femminile è più forte, in quelle tecnologiche Biscarini è quasi una mosca bianca: “E’ anche una questione di studi, le donne preferiscono altro. E all’interno di certi contesti spesso si tirano indietro”. Serve essere più efficaci: “Mi ha guidato la passione, ma mai slegata da un risultato”. Un approccio personale, e un consiglio per tutte.

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