Libri

I misteri de Les Revenants

Introduzione: zombi “alla francese”

 

 

Cosa accade quando i morti tornano in vita?

 

Nel 1968, George A. Romero mostra i terribili effetti di un attacco zombi su una piccola cittadina della Pennsylvania. Il film è La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), divenuto ben presto un classico. Ritratto anche sarcastico di una certa America di provincia, ha cambiato per sempre il genere horror, lanciando un nuovo filone.

 

Più recentemente, i morti viventi sono diventati i protagonisti di successo di un’apocalisse su scala mondiale: è The Walking Dead (2010). In questa serie tv, il “genere zombie” viene portato alle estreme conseguenze: l’azione si fa sporadica, il fulcro narrativo diventa il lento vagabondare dei vivi, che cercano di “restare umani” in un mondo senza civiltà.

Extra: interviste a Emmanuel Carrère & Fabrice Gobert

 

Emmanuel Carrère

 

Su che meccanismo narrativo si basa Les Revenants?

 

Emmanuel Carrère: Quando ho cominciato a scrivere, c’era già un progetto avanzato. Diversi sceneggiatori avevano già lavorato su quel materiale, molto era già stato deciso. Alla base del racconto, più che una domanda, c’è qualcosa di già dato, un fatto: alcuni morti tornano in vita. Non c’è nessuna spiegazione: non si sa perché queste persone rispetto ad altre, sono morti in momenti differenti… insomma, non c’è una logica apparente. Siamo davanti a questo fatto, è come porre un’ipotesi e osservare le reazioni delle persone, tanto dei vivi e quanto dei morti che non sanno di esserlo…

Il Testo Espanso

Introduzione: la Tv e l’Umanista

 

 

Ore 24.00 del 4 Novembre 2007: Hollywood sciopera.

 

Il contratto tra sindacato degli autori (Writers Guild of America, Wga) e la controparte formata da network, studios, produttori (Alliance of Motion Picture and Television Producers) è già scaduto il mercoledì precedente, dopo tre mesi di aspre negoziazioni.

Un tentativo dell’ultimo minuto di evitare lo sciopero fallisce, e gli sceneggiatori americani incrociano le braccia. Si tratta del primo sciopero dal 1988, quando la vertenza era costata centinaia di milioni di dollari all’industria.

Gli effetti della protesta si fanno presto sentire, soprattutto in Tv. La stagione 2007 parte come al solito, ma vanno in onda solo gli episodi degli show già scritti. Finito il materiale tutto si ferma e partono le repliche.

Extra: interviste agli autori

 

Damon Lindelof e Carlton Cuse, Lost 

All’inizio di Lost abbiamo viaggiato nel tempo attraverso flashback e flashforward. Adesso nella quinta stagione il viaggio nel tempo è reale, come entra questo gioco nella costruzione di Lost?

 

Damon Lindelof: Il tempo è molto importante nella costruzione della storia. Il nucleo della storia è: un gruppo di persone sono su di un aereo che precipita. A poco a poco iniziano a conoscersi, come accade nella vita di tutti i giorni. Il fatto che l’isola si sposti nel tempo è il modo migliore per raccontare la parte mitologica della storia. Il tema della quinta stagione è soprattutto questo: quanto i personaggi siano padroni del proprio destino, quanto siano responsabili di ciò che sono e quanto possano cambiare le cose.

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