#inritardo: Topolino era cattivo

#inritardo: Topolino era cattivo

Consueta rubrichina della sottoscritta che non è #sulpezzo.

Stavolta tocca a Topolino, che qualche giorno fa ha compiuto 90 anni. Tutti lo hanno omaggiato, o meglio hanno omaggiato il Topolino di oggi, quello bonario e bonaccione, quello opposto a Paperino, quello dei parchi a tema, quello che fa l’investigatore in molti fumetti.

Il Topolino nato però 90 anni fa era cattivo.

Era cioè un piccolo topo scansafatiche, energico, vitale, matto. Brutale anche, semplice e concreto, come solo i cartoni animati di allora potevano essere: perchè i personaggi animati e il pubblico in sala sapevano che quel mondo lì non era “il nostro”, era un mondo di pure linee. E se tutto è linea, si è liberi di fare tutto: pernacchie al capitano e sberleffi agli animali. Ogni oggetto, ogni essere vivente può diventare altro. Perciò se suoni il collo a un’anatra che vuoi che sia, mica è vera e nemmeno viene considerata come la rappresentazione di una vera. Se serve, pure il gatto va malmenato, e quello stronzetto del papagallo che ti prende in giro idem.

Il mondo animato del primo Topolino è pura grafica, ed è anche per  questo che questo topo è divenuto icona: l’originaria forza pura delle sue linee lo rende immortale, e si riflette inizialmente anche nel suo modo di essere. Solo dopo arriva il Topolino bonario, solo dopo papà Disney sceglie di rendere l’animazione un doppio del cinema dal vero, con regole ben più stringenti. Insomma, ecco Biancaneve.

Qui sotto alcuni significativi momenti di nonno Topolino quando era ancora un bimbo cattivo.

E’ Steamboat Willie, il corto che l’ha visto nascere.

 

 

 

 

 

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