40 anni di Pertini Pop

40 anni di Pertini Pop

Era l’8 luglio 1978 e Sandro Pertini veniva eletto Presidente della Repubblica.

 

Un presidente molto amato, che ha anche anticipato certe tendenze delle leadership odierne (dall’esposizione mediatica all’essere vicino alla gente), ma interpretandole nel modo più alto. Il suo stile nasce non solo dal suo carisma, ma anche dalla sua capacità di essere al centro della scena, spesso rompendo il protocollo ufficiale. E’ stato in un certo senso il nostro primo politico pop, ma di qualità.

 

In quegli anni, la Tv diventa sempre più un mezzo di flusso, dedicato agli eventi storici in diretta, e Pertini ne è un naturale protagonista. E’ presente subito dopo la strage di Bologna, dopo il terremoto in Irpinia, durante i tentativi di salvataggio del piccolo Alfredino. E’ lui a introdurre il bacio alla bandiera italiana, e a tutte le bandiere degli Stati che visiterà. Incarna dunque non solo a parole ma con immagini il ruolo di Padre della Patria, consegnando alle Tv gesti e atteggiamenti divenuti emblematici.

 

Il Presidente Sandro Pertini insieme a Franca Rampi a Vermicino (Roma) nel 1981 ANSA

 

La sua figura ha un ruolo centrale anche sulla stampa. Non solo ovvio sui quotidiani, ma anche nelle riviste popolari, che dedicano ampi servizi al presidente partigiano. Anche il mondo dei fumetti omaggia Pertini: Andrea Pazienza gli dedica una serie, che finisce su diverse riviste di satira, da Il male a Cuore. Qui Pertini è un coraggioso guerriero che combatte contro le ingiustizie: ancora una volta è avvolto in un alone mitico.

 

E poi la vittoria dei mondiali del 1982: è sugli spalti ed esulta “come tutti noi”. Quelle immagini del presidente tifoso sono indelebili come il gol di Tardelli, e mostrano come Pertini sia stato capace di anticipare con la sua spontaneità certe modalità di partecipazione della politica agli eventi della vita quotidiana di ogni italiano.

Nel 1982, Antonello Venditti canta “il presidente dietro i vetri un po’ appannati fuma la pipa/ il presidente pensa solo agli operai sotto la pioggia”. Nel 1983, una canzone come L’Italiano celebra il “partigiano come presidente”, mettendo quindi Pertini nell’elenco delle cose che “fanno l’Italia vera”.

E poi la sua pipa. Il fatto che non avesse la patente. Le sue lezioni ai bambini in visita al Quirinale. La sua mansarda a fontana di Trevi. I ricordi di altri personaggi storici, come Reagan.

 

Pertini è stato un politico pop e popolare nel più alto senso del termine, ben lontano da certe derive odierne. E che oggi purtroppo, nella caos comunicativo e politico di questi anni, viene citato sul web e si fa meme a uso e consumo della propaganda anti-istituzioni, che utilizza il suo volto accanto a frasi dai lui mai pronunciate.

 

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