Sanremo: piccolo manuale di retorica festivaliera

Sanremo: piccolo manuale di retorica festivaliera

Pubblicato su Link, febbraio 2017
(Illustrazione Emiliano Ponzi per Sanremo 2014)

 

Avvertenza. Questo manuale nasce da anni e anni di Sanremo raccontati e subiti. I seguenti tic sono dunque il frutto di una lunga e pensosa auto-osservazione. Ogni riferimento ad altre persone realmente esistenti e scriventi (sui giornali, online, sui social) è da ritenersi del tutto casuale.

Amore

“Queste canzoni sanremesi parlano solo e solamente d’amore!”

“Ma dove è finita la cara vecchia canzone d’amore sanremese?”

Ascolti

Controllarli ossessivamente appena sfornati, il giorno dopo la prima serata. Decretare dal solo dato nudo e crudo il successo del festival, e quindi il modo in cui ne parlerete. Affossare se c’è qualche punto di share in meno (fregarsene anche se su quel palco dovesse tornare Mina). Elogiare se c’è qualche punto di share in più (condonare in seguito a questo anche gag in stile “la foca di Papaleo”). Se serve allo scopo (affossare o elogiare), riesumare dati Auditel di anni e anni fa, quando La7 era ancora Tmc.

Baudo, Pippo

È il metro di paragone. Il suo festival è il festival tout court. Dunque alternare:

“Un festival di baudiana memoria”.

“Si discosta per fortuna dai festival di Baudo”.

“È un festival anti-Baudo”.

“Ah, il festival di Baudo!”

“Stasera sarà ospite Baudo?”

“Pippo Pippo Pippo!”

Comico

“Ah, questi comici che non fanno ridere!”

Variante chic: “Ah, beh, certo, noi abbiamo Siani e loro Louis C.K.” (ndr. dopo lo scandalo su quest’ultimo, la frase diventa “Ah beh, certo, con tutte queste accuse di molestie pure agli americani rimarrà solo Siani”)

Compensi

Indagare su quanto prende il conduttore e tutti gli altri. Indagare anche se non si fanno pagare (vedi Maria De Filippi). Far seguire l’indignazione, grazie anche all’aiuto di qualche politico (es. “La Rai spreca i nostri soldi”). Spingere l’indignazione verso gesti estremi (“Spegniamo la tv durante i giorni del festival”). Se serve a prolungare la polemica insensata (vedi), legare alcuni tragici fatti dell’anno al festival (“Mentre all’Ariston si canta, a *** si soffre. Diamo i soldi di Sanremo a ***!”).

Diversivo

“Sanremo va in onda ogni anno per non farci pensare a ***” (inserire problema nazionale o mondiale a cui pensiamo ogni giorno, tranne durante la settimana di Sanremo).

Embargo

Per agevolare la chiusura dei pezzi, una volta la Rai dava ai giornalisti in sala stampa i nomi dei vincitori poco prima della proclamazione in diretta, con l’obbligo di embargo fino al pronunciamento ufficiale (per non rovinare l’emozione agli spettatori a casa, sembra infantile ma è una delle poche cose sensate). Con la frenesia del web e dei social però nessuno ha rispettato più nulla, e così ora Rai tace. Qualcuno però ha sempre un amico discografico che manda un sms al momento giusto: si chiama fonte, e va benissimo. Basterebbe poi non pasticciare online. I migliori però sono i giornalisti a casa: sui social si bullano del fatto che loro, dal divano, sanno tutto grazie all’sms truffaldino, mentre quelli sul posto di sicuro no perché non twittano e “quindi cosa li mandiamo a fare?”. Di solito è gente che si occupa di politica e non si è accorta di Grillo, Brexit e Trump. È che in quei casi nessuno manda gli sms.

Fiori

“Sanremo città dei fiori”.

“Pochi fiori sul palco: esplode la protesta dei fiorai di Sanremo”.

“Petizione per riavere i fiori sul palco di Sanremo”.

“Che brutti quei fiori del palco!”

“Quei fiori paiono delle corone da morto”.

Giustificare tutto, sempre

“Perché Sanremo è Sanremo”.

Frase alibi per poter scrivere tutto e il suo contrario, spesso rimanendo sul vago. Ottima chiusa.

Ottimo incipit (vedi).

Incipit (del pezzo)

“Sono solo canzonette”. “Non sono solo canzonette”.

Alternare a seconda delle serate/annate/paturnie dello scrivente.

Metafora

“Sanremo è metafora dell’Italia”. (Variante: “Sanremo è specchio dell’Italia”).

Aggettivare: deformata, lampante, potente, allarmante, pop, camp, trash, kitsch eccetera.

Nazionalpopolare

Usare prima o poi il termine perché funziona sempre, alternarlo con “nazionalpop” se sul palco si vede gente con meno di quarant’anni.

Ospiti

Prepararsi all’imbarazzo per le interviste pasticciate all’ospite internazionale. Prepararsi all’imbarazzo per le interviste pasticciate all’ospite provinciale. Lamentare che una volta c’era Louis Armstrong. Ricordare che Baudo (vedi) dovette farlo smettere di suonare, mandandolo via dal palco.

Polemica insensata

Sceglietene una, la più stupida, e abbracciatela, seguitela, montatela. Le più classiche: sui compensi (vedi) e sulla politica (vedi). Variante politica-gender: i nastrini arcobaleno del 2016 (si intitolò “Il festival della Cirinnà”, dividendosi tra pro e contro). Variante compensi-gender: Mario Adinolfi contro Tiziano Ferro perché “userà il cachet di Sanremo per comprarsi l’utero in affitto”.

Politica

“È un Sanremo di destra?” “È un Sanremo di sinistra?”

“Sanremo è di destra o di sinistra?” “Sanremo è democristiano?”

Variante under 40 romana: “Sanremo visto dal Pigneto”.

Segue pensoso editoriale, in cui si dimostra anche che Sanremo è metafora (vedi).

Non ancora pervenuto: “È un Sanremo grillino?”. Si attende l’edizione dopo le future elezioni.

Corollario: sperare sempre in qualche accenno a tema politico che possa scatenare qualche polemica insensata (vedi). Viene molto facile con il comico (vedi). Le annate migliori sono quelle in par condicio.

Qualità, Giuria di

È come sparare sulla Croce Rossa. Sarà sempre e solo colpa della Giuria di Qualità (se possibile, sul concetto di qualità, generalizzare: “Ma quale qualità? La qualità non esiste a Sanremo/in tv!”). È l’establishment contro cui tutti lottiamo, sia come gggente comune sia come giornalisti kasta.

Regia

Non tenerne mai conto in nessun altro programma tv, spesso nemmeno quando si va a vedere un film, ma mostrarsi qui tutti esperti anche se da inquadrare c’è semplicemente una tizia che gorgheggia.

Sala stampa, Pezzo sulla

Ci siamo caduti tutti, alcuni più rovinosamente di altri. La prima volta che metti piedi là, al Roof di Sanremo, ti pare qualcosa di mai visto (anche perché spesso c’è molta isteria, e molti si credono in missione). Il miglior ruolo per realizzare questo pezzo è l’“inviato-scrittore”, posto per la prima volta di fronte a cose semplici ma per lui inusuali: richiedere interviste ai cantanti, ottenere i biglietti per alcune serate, accedere a un wifi, fare la fila al bagno. Mostrare quindi ridanciana benevolenza o stupore divertito, e sempre distacco, segno di superiorità, per mascherare la non conoscenza del mondo che si presume di poter raccontare. Una volta impratichitisi con Sanremo, fare carriera usando lo stesso atteggiamento negli anni successivi per il Festival di Venezia, il congresso del Pd, le elezioni americane.

Talent

Contare i musicisti che arrivano dai talent. Se si è attorno ai sessanta o settant’anni, indignarsi. Se si cerca la polemica insensata (vedi), indignarsi. Corollario: indignarsi anche se il meccanismo di voto (vedi) simula qualcosa dei talent.

Televisione, Colpa della

“Il Festival di Sanremo è stato inglobato dalla televisione”.

“La canzone italiana si piega alla televisione”.

“Si dà più spazio al contorno televisivo che alle canzoni”.

Negli ultimi anni, sostituire tv con talent (vedi) per individuare l’orco che ha ucciso la musica italiana.

Unità nazionale

Il solo momento di vera unità nazionale è Sanremo. No, non è la nazionale di calcio, perché lì tifiamo per la vittoria anche se la squadra è quello che è. Certo, Travaglio no, ma perché dice che la nazionale è un diversivo (vedi). Questa compattezza verso un obiettivo finale però non ci rappresenta. Sanremo invece lo vediamo sempre e comunque e proprio per poterci scannare anche per le più piccole cose, tipo i fiori (vedi). Questo bipolarismo isterico mai sanato è il vero spirito italico. Scusate, in pratica sto dicendo che “Sanremo è metafora (vedi) dell’Italia”.

Voto, Meccanismo di

Analizzarlo come se fosse una nuova legge elettorale. Cercare le falle, prevedere la classifica, capirne i sotterfugi. In sala stampa, se dotati di pulsantiera, sbagliare clamorosamente voto: o perché imbranati o perché affetti dalla sindrome “pensare di vincere con un partito alla sinistra della sinistra del Pd”. Da casa, buttare a casaccio sms sul proprio preferito, perdendo sempre contro quei ragazzini capaci di muoversi in massa. In sala stampa o da casa, dare sempre la colpa di tutto alla giuria di qualità (vedi).

Vallettizzazione

“Mora o bionda?” “Due bionde/more per Sanremo?” (segue gallery).

“La vera parità è il valletto come Garko” (segue gallery).

“Ma vi ricordate le altre vallette di Sanremo?” (segue gallery).

“Ci sarà Maria De Filippi ad affiancare Conti. Ma come si vestirà?” (segue gallery).

“Gli incidenti sexy di Sanremo” (segue gallery, posto d’onore per “la farfallina di Belen”).

Zzz

Da usare quando la noia arriva (in cinque serate è il minimo).